INTERVISTA PRE PARTITA AL TIFOSO MARIO DE SILVA

Mario De Silva

Si apre il nuovo anno biancorosso con la trasferta di mercoledì 6 gennaio alle 18 sul parquet del Guerriero Padova, avversario dei nostri Grifoni nella quinta giornata di serie B Old Wild West. Per inaugurare la rubrica delle interviste in questo 2021 abbiamo deciso di non dare la parola ad un giocatore oppure a un membro dello staff tecnico o dirigenziale, bensì ad un tifoso in rappresentanza di tutti voi sostenitori; una scelta simbolica, perché è proprio il sostegno dei tifosi a mancare più di ogni altra cosa in questa fase e, soprattutto qui a Mestre, sappiamo quanto il “sesto uomo” possa essere fondamentale e decisivo, rappresentando una parte importante della grande famiglia biancorossa. Diamo dunque la parola a Mario De Silva, da anni trait d’union tra la società e i sostenitori, nonché tifoso tra i più appassionati al seguito di Salvato e compagni.

Ciao Mario e grazie per la disponibilità. La prima domanda è un po’ banale ma date le circostanze non potrebbe essere altrimenti: cosa ti aspetti da questo 2021 per il Vega Mestre?
“Se vogliamo rimanere in ambito prettamente sportivo, mi piacerebbe che la squadra raggiungesse una salvezza tranquilla, togliendoci magari qualche soddisfazione una volta centrato il traguardo. Guardando invece anche al di fuori del campo, mi auguro che la dirigenza riesca a continuare nel percorso di miglioramento verso una sempre maggiore professionalizzazione della struttura del club. Se penso invece all’aspetto riguardante il tifo, ovvio che il desiderio sia quello di un ritorno alla normalità, con i palazzetti nuovamente a totale disposizione del pubblico; purtroppo questo è un aspetto che ritengo non si risolverà a breve, però se la domanda riguarda il 2021 in generale, magari nella seconda metà dell’anno sarà possibile tornare regolarmente sugli spalti”.

Puntando al futuro non bisogna comunque dimenticare il passato e, se ci si guarda alle spalle, fa piacere evidenziare come una realtà rinata nel 2009 grazie alla passione dei tifosi dalle categorie più basse, sia ora approdata sino in serie B, terzo campionato nazionale in ordine di importanza. Un progetto dal basso atipico nello sport moderno e proprio per questo apprezzato anche da fuori. Da tifoso come valuti questo aspetto?

“Si tratta sicuramente di un bel percorso, ma che al tempo stesso ora rappresenta una sorta di punto debole rispetto ad altre realtà. Noi adesso siamo arrivati in serie B e ci confrontiamo con società che hanno alle spalle società professionistiche rodate e magari anche appoggi, non solo strettamente economici, diversi dai nostri. Un esempio in tal senso sono le strutture: grazie al lavoro della dirigenza e al contributo dello sponsor, siamo riusciti dopo anni ad ampliare il PalaVega, ma ancora ci manca un palazzetto interamente nostro dove poterci allenare anche dieci volte a settimana, senza dover dividere la palestra con altre realtà. Altri club, invece, fuori dal nostro territorio possono contare sui contributi e sulla vicinanza delle istituzioni comunali che da noi mancano, non è solo una questione di budget a mio avviso. Considerato tutto questo, da tifosi penso che la nostra dirigenza stia compiendo un mezzo miracolo nel portare a casa comunque buoni risultati, ma se non si riesce a fare lo step successivo non riusciremo a lottare ad armi pari rispetto alle nostre contendenti, ci mancherà sempre qualcosa e il raggiungimento della salvezza sarà il nostro unico obiettivo. Ecco perché mi auguro che gli sforzi della società riescano a farci compiere i passi che ancora ci attendono per continuare a crescere e acquisire una nuova dimensione”.

In questi mesi di sfide senza pubblico, cosa ti è mancato maggiormente?
“Sono più o meno sempre riuscito ad assistere alle partite, a volte anche in palazzetto nelle occasioni in cui alla società serviva un aiuto per la pulizia e l’allestimento del PalaVega. Però manca il tifo, soprattutto a quelli come me per cui vedere una gara significa innanzitutto sostenere la propria squadra; tifare non è come andare a teatro. Nel frattempo, se le regole dovessero consentirlo, andrò in palazzetto anche con il distanziamento e la mascherina, perché la passione per il Basket Mestre mi spinge ad essere al fianco della squadra in ogni caso. Se mancano più le gare casalinghe oppure le trasferte? Non saprei rispondere, perché mi mancano entrambe. Diciamo che al PalaVega vi è tutta la preparazione della coreografia a precedere la gara, mentre fuori casa è bello l’aspetto di muoversi in compagnia al seguito dei ragazzi: sono aspetti che al momento rimpiango in egual misura”.

La truppa di coach Volpato finora si è ben comportata, raccogliendo tre successi in quattro uscite in questo avvio di campionato. Come vedi i ragazzi?
“Siamo partiti meglio rispetto all’anno scorso, ma al di là dei buoni risultati come tifoso mi piace sottolineare l’impegno e la dedizione che tutti mettono, dai giocatori allo staff tecnico passando per ciascun componente che ruota attorno alla squadra. In questo senso fa molto piacere notare come le figure arrivate da poco siano entusiaste e competenti, aiutando a creare un clima coeso nell’ambiente assieme allo staff già presente da alcuni anni. Detto ciò, a mio avviso non bisogna tuttavia compiere l’errore di illudersi, perché è vero che abbiamo vinto tre gare su quattro, ma è altrettanto vero che sarebbero potute finire pure in maniera diversa. Bisogna quindi continuare a migliorare, senza pensare sia tutto facile; mercoledì ad esempio ci attende l’avversario più difficile, perché il Guerriero Padova rappresenta un po’ un’incognita ed è un’avversaria diretta nella corsa alla salvezza”.

C’è qualche giocatore a cui sei particolarmente legato?
“Personalmente non mi attacco molto ai giocatori, amo la mia squadra a prescindere da chi ne veste la canotta. Per me l’importante è vedere l’impegno e la dedizione verso i colori e da questo punto di vista sono soddisfatto del gruppo di ragazzi che compone il Vega Mestre: si vede anche dall’esterno che stanno bene insieme, mettendo sul parquet quelle qualità che piacciono a noi tifosi”.