Arrivava dal campionato finlandese ed era la scommessa del DS Samuele Marton. Ripaga la fiducia del club biancorosso con un esordio memorabile: in un Taliercio che ritrova sul parquet i giocatori USA dopo 37 anni, il 27 settembre 2025 saluta il suo nuovo pubblico con una prestazione monstre da 35 punti.

Incursioni capaci di scardinare le difese avversarie, un’incredibile visione di gioco, solidità difensiva e un carisma ineguagliabile. La scintilla scattata tra KeShawn Curry e il popolo biancorosso si è trasformata in un legame viscerale: la scelta di indossare ancora questa maglia è una promessa d’amore puro ai ragazzi terribili e a una città che lo ha adottato fin dal primo istante.

Dopo il grave infortunio subito a gennaio 2026, che ha interrotto anzitempo la sua stagione, Mestre non ha mai fatto mancare il proprio supporto al giocatore. Ed è per questo che -nonostante il corteggiamento di numerosi club, anche di categoria superiore, rimasti stregati dalle sue prestazioni – la guardia statunitense ha scelto di restare a Mestre per completare il suo percorso e vincere la sfida più importante: tornare a ruggire sul parquet del Taliercio.

È bastato davvero poco l’anno scorso per entrare nel cuore di tutti e farne un beniamino attraverso cui sognare giocate funamboliche, tiri con parabole da videogame. E così da KeShawn a KeShow è stato un gioco di parole che più realistico non poteva essere. Riaverlo con noi è un orgoglio, un valore e anche un messaggio chiaro nel far capire quanto Mestre e la sua gente ti entrino nel cuore. Aveva tante possibilità KC, nelle prime leghe di mezza Europa, lui però ha consapevolmente riscelto noi, Mestre. Un grande merito va anche ascritto a Samuele Marton che ha compiuto l’ennesima grande operazione. Credo che grazie al talento ed estro di KeShawn Curry ci divertiremo e continueremo a essere ancora “terribili”. Welcome back My Guy!” è il commento del presidente Filippo Caprioglio.

Sono estremamente felice perché è una cosa a cui sto dietro da parecchi mesi. Sono altrettanto contento perché non è mai scontato che un giocatore americano possa stare due anni nella stessa società, soprattutto alla luce del fatto che era il suo primo anno in Italia, in una realtà come la nostra, molto giovane della categoria, visto che il prossimo sarà il secondo anno di A2. Ancor più per il campionato che ha fatto. Lo ribadisco, già dopo pochi mesi avevo richieste affinché lo cedessi e questa primavera ne ha avute altre. Quello che ci ha favoriti è l’aspetto ambientale: con noi si è trovato molto bene, sia con Mattia Ferrari sia con Giordano, Galmarini e i ragazzi che sono rimasti, con i nostri tifosi e con la società. Sono dei valori che mi rendono ancora più contento e orgoglioso: significa che nella pallacanestro la struttura che costruisci e l’ambiente che generi è una cosa che probabilmente premia più di altre motivazioni. Ho cercato di lavorare su questo ma ho trovato una porta aperta da parte di KeShawn quindi il ringraziamento va a lui e alla società. Sono convinto che KeShawn possa essere un beniamino – come lo è stato – di tutta la tifoseria, soprattutto perché uno dei motivi per cui è rimasto è proprio per l’ambiente ambizioso, sereno e soprattutto unito che c’è nella nostra società” sono le prime parole del DS Samuele Marton.

Sentivo che avevo ancora molto da dare ai tifosi, ai miei compagni di squadra, al coach e a tutto l’ambiente. Torno per “finire il lavoro”, completare quello che ho iniziato a fare, per questo ho deciso di tornare. Qui mi sento capito, anche nel momento di difficoltà dovuto all’infortunio mi sono stati vicini, sento che posso fidarmi di loro per aiutarmi a tornare al punto in cui ero prima o anche meglio”. Parola di KeShawn Curry.

Welcome back, KeShawn#1. We’re thrilled to have you with us again!