Siamo quelli del 4,6% nel 2025 e del 20mo posto nel 2026.

Invece siamo ancora qua, eh già. 

Da underdog a squadra rivelazione del campionato. Lo ha detto più volte la Rai in diretta tv – mica noccioline – e ora, con il cuore che trabocca di felicità, possiamo guardarci tutti negli occhi e dircelo l’un l’altro sorridendo.

È stata una stagione a dir poco “tribolata” ma abbiamo fatto quadrato contro ogni avversità, perché avevamo uno scopo, un obiettivo, un altro sogno da inseguire: vedere Mestre ancora in A2.

Simone, Lorenzo, Nicola, Francesco, Federico, Costantino e ancora Simone, Seraphin, KeShawn, Wayne, Ivan, Matteo, Seneca, Alessandro. E poi tutti gli aggregati, compagni preziosi e giovani stupendi.

In due parole, i nostri ragazzi terribili.

Gente che ha onorato questa maglia buttando il cuore oltre l’ostacolo, oltre i propri limiti, oltre ogni aspettativa (altrui) e ha lasciato in campo, partita dopo partita, un pezzetto di sé.

Chi un crociato, chi un polso, chi la testa per un trauma cranico (ma per fortuna ce l’ha dura e non voleva saperne di star fuori dal parquet). Chi è carambolato oltre il parapetto e come niente fosse si è rialzato e ha messo due liberi poi, non contento, si è pure rotto le costole ma si è fatto prestare il corsetto da Kadji pur di giocare. Chi è rimasto fuori mesi e poi è tornato alla grande, chi ha un ginocchio che scricchiola ma se ne frega del dolore (tanto) e butta l’anima. Sempre. Chi ha percorso un pezzo di strada con noi e ci ha rapito il cuore. Chi è arrivato in corsa e sembra sia sempre stato con noi.

Questa è la magia di un gruppo che fa squadra prima fuori e poi dentro il campo.

Una squadra in cui ci siete anche tutti voi.

Senza il vostro sostegno, senza il prezioso e importantissimo supporto dei nostri tifosi e l’enorme impegno del Consorzio e degli sponsor non saremmo riusciti a “meter el tacon su ogni buso”.

Invece siamo ancora qua, eh già. 

Ad acclamare un condottiero che ci ha guidati fin qui con energia, arrabbiature epiche, grande consapevolezza e altrettanta umiltà. Mai sopra le righe, che parla di basket citando Dante e ha un’attenzione e un affetto incredibili per chi gli sta intorno e lavora con lui: Jack, Gio, Rampa, Davide, Renzo, Marco, Giovanni, Paolo.

E che adesso, come si è lasciato scappare in un’intervista, dovrebbe andare a nuoto fino a Piazza San Marco. Eh sì, parliamo proprio di lui, del nostro Mattia Ferrari.

Grazie Sam, per aver costruito il sogno insieme a Guglielmo, Francesco, Filippo, Giorgio.

E infine, grazie a chi è uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra anche se non era il primo di aprile ma il 4 luglio 2025 (e chi se lo dimentica?!), con un coup de théâtre degno di una storia, la nostra, che sembra davvero un film. Il nostro capitano Simone Aromando.

Come direbbe il coach, piedi per terra, testa alle prossime ma Pasqua 2026 ci regala un momento magico che difficilmente dimenticheremo!

Inutile dirvi che mercoledì 8 aprile vi aspettiamo tutti, ma proprio tutti, nell’astronave di via Porto di Cavergnago.

Perché… se sta in A2eeee vado fuori di testa col Taliercio che canta come negli anni Ottantaaaaaa.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!

Un abbraccio biancorosso e Buona Pasqua!